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Martedì 29 giugno 2021

Cosa spinge le persone a viaggiare?
Sicuramente la curiosità di visitare posti nuovi e sconosciuti, le visite ai parenti, le festività, a volte la semplice volontà di allontanarsi da casa.
Chi va a Lourdes parte con il desiderio di diminuire le sofferenze altrui e torna scoprendo di aver alleviato anche le proprie.
Non si può generalizzare, sicuramente questa esperienza non viene condivisa da tutti i pellegrini che ogni giorno visitano il Santuario, ma posso assicurare che è stata la mia.

Mi chiamo Nicole, ho diciassette anni e sono stata io a chiedere a mio papà di andare a Lourdes.
La reazione iniziale di tutte le persone che hanno saputo di questa richiesta è stata di stupore, uno stupore che con il tempo si è trasformato in speranza.
Cosa ha portato una ragazza così giovane ad un simile interesse?
I racconti delle generazioni precedenti, secondo le quali questo non è solo un viaggio strettamente religioso e rigoroso, dove non ci si può neanche rendere conto del luogo in cui si è arrivati, ma un’esperienza di vita, che se fatta durante l’adolescenza ti porterà sicuramente ad essere un adulto diverso.
Dopo una sola settimana trascorsa lì posso confermare che non si tratta di un semplice viaggio, di quelli che ti entusiasmano mentre li fai, ma dopo un mese li scordi.
Bisogna riconoscere la potenza di un luogo in cui vai convinto che sarà la prima e ultima volta e che invece lasci a malincuore, pensando già a come potresti organizzare il viaggio per l’anno seguente.
Si parla molto della scarsità di giovani presenti a Lourdes, soprattutto in questo momento di crisi generale, ma io credo che questa situazione malvagia, che ha purtroppo allontanato le persone più
legate al posto, ovvero gli ammalati, sia anche l’occasione per far tornare i giovani a riavvicinarsi.

L’Hospitalitè FVG non è un’associazione, ma un’occasione nuova per fare gruppo, che fa vedere Lourdes con occhi diversi, e che porta anche gli altri a guardare gli stagiaires come persone del posto, dei punti di riferimento. Anche la possibilità di ricevere una formazione, che in questo anno particolare non ha riguardato la
cura degli ammalati, ma si è concentrata sulla storia del Santuario e di Bernardetta in particolare, porta ad un’esperienza completa e che permette di decidere come vivere la permanenza lì.
Una buona parte del piacere deriva senza dubbio anche dalla compagnia e dal luogo in cui si alloggia e si fa servizio, che nel mio caso sono stati entrambi molto importanti per rendere la settimana tanto speciale quanto è stata.

A questo punto resta solo una domanda da farsi : “ Cosa mi porto a casa da questa esperienza?”
Innanzitutto l’amicizia di nuove persone di ogni età e provenienza, la soddisfazione di essere stata utile in qualche modo e di aver aiutato chi si prende cura del Santuario e dei posti di accoglienza per i pellegrini, la leggerezza che resta dopo essersi lasciati andare e aver fatto conoscere il proprio
carattere senza farsi scrupoli e il desiderio forte di ritornare.
In piccola parte anche una sorta di senso di responsabilità di avvicinare i miei coetanei a questo tipo di avventura.
Credo che allo scorrere di ogni giorno ci sia la possibilità di scoprire un’altra conseguenza stupenda,
quindi questa lista sicuramente non si conclude con questi pochi elementi.
Lourdes 2021 quindi rappresenta per me un nuovo inizio, non solo dopo una lunga interruzione, ma anche dopo questo periodo di chiusura e di sofferenza della pandemia, che dona una speranza per ricominciare con grande carica.

 

 

 

2 Commenti

  1. Gualtiero

    Ci sono ancora bravi giovani!!!! Mi è stato suggerito il vostro sito da amici del santuario. Lo ho trovato da subito molto interessante e ben fatto , con molte foto di testimonianza. Quello che mi ha colpito e fatto molta tenerezza, è stata la lettera di NICOLE, approdata al Santuario dopo aver chiesto il permesso al suo papà e con la volontà e la gioia di aiutare i più bisognosi e sofferenti e poter mettersi al sevizio della grotta, piscine e processione del S.S. e di quella notturna. Grande soddisfazione questa, che oltre a portare i vari arredi sacri a seguito del trono, poter portare a spalla l’Immacolata. Un grazie doveroso, al suo Papà, che le ha dato il permesso di fare il viaggio assieme al gruppo del F.V.G.- ma se questo è potuto accadere , vuol dire che dietro a ciò, sta una famiglia ben organizzata e unita. Grazie di cuore cara Nicole per tutto quello che hai fatto e che farai nei prossimi viaggi, e che la Vergine Maria, amica di Santa Bernardette e madre nostra, assieme al suo figlio Gesù , ti sappia ricompensare ed aiutare nella tua crescita. Gualtiero. Porta il mio saluto al vostro gruppo!!!!

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